Menarini / R & S / Seniors Study / Nebivololo
 
English - Contact us - Sitemap
R & S
Nebivololo

NEBIVOLOLO

Nebivololo è un “farmaco unico” con un doppio meccanismo d’azione indicato nel trattamento dell’ipertensione arteriosa. Appartiene alla nota classe dei beta bloccanti, di ultima generazione e quindi altamente selettivo, con aggiunta una significativa azione vasodilatante attraverso l’attività dell’ossido nitrico, una sostanza fisiologicamente attiva nell’organismo umano.
Grazie all’azione combinata dei due meccanismi, nebivololo offre la stessa efficacia nel ridurre i valori di pressione arteriosa rispetto alle altre classi di farmaci comunemente usati in questa patologia, ma con evidenti vantaggi di tollerabilità, grazie all’azione più fisiologica e maggiormente selettiva di blocco recettoriale.

Sebbene classificato fra i beta bloccanti cardioselettivi, nebivololo ne condivide infatti solo parzialmente l’azione, in quanto induce un aumento della disponibilità di Ossido Nitrico a livello della parete interna dei vasi sanguigni, ovvero dell’endotelio. L’Ossido Nitrico presente fisiologicamente nell’individuo, favorisce la dilatazione delle arterie contribuendo a mantenere i livelli di pressione arteriosa nella norma ed a prevenire l’aterosclerosi e le sue temibili conseguenze (infarto, ictus, insufficienza renale)

La combinazione dei due meccanismi d’azione, bloccante i recettori beta1 e vasodilatante diretta, caratterizza inoltre nebivololo per il suo favorevole profilo emodinamico. Questo farmaco migliora infatti i parametri di funzionalità cardiaca sia nei volontari sani che nei pazienti ipertesi, coronaropatici o con scompenso cardiaco, migliorando il lavoro del cuore. Ne consegue quindi, come dimostrato da numerosi studi clinici, che nebivololo è in grado di migliorare la qualità di vita dei pazienti affetti da patologia cardiovascolare, migliorando la capacità di esercizio con un profilo di tollerabilità pari a quello del placebo.

Dobbiamo considerare che un’elevata percentuale di pazienti ipertesi, ma anche affetti da altre patologie cardiovascolari, sono trattati ancora in maniera non adeguata rispetto a ciò che viene indicato dalle linee guida delle principali Società Scientifiche e questo è da ricondurre prevalentemente alla scarsa adesione del paziente al trattamento per la comparsa di effetti collaterali.

Si capisce come un farmaco con elevata efficacia antiipertensiva ed ora dopo i risultati dello studio SENIORS, efficace anche nella terapia dello scompenso cardiaco, accompagnato da un eccellente tollerabilità, possa essere una valida prima scelta per il medico.